Gli spot elettorali della campagna di Centro-Destra, 2013: tra sette, film dell’orrore e hashtag, manca solo la coalizione

Essere un elettore di destra oggi non è facile: rischi di confondere la tua coalizione con la lista della spesa. Pdl, Lega, Fratelli d’Italia, La Destra, Mir. Un marasma simile si era visto solo a Sinistra.
Mettiamoci nei panni del disorientato elettore di Destra. I salotti della Gruber, di Del Debbio e di Vespa sono sempre occupati da candidati seminuovi. E che fine hanno fatto i cari e vecchi spot elettorali? Quelli che in soli trenta secondi ti colpivano al cuore e ti illuminavano sul programma; la crisi ha colpito anche loro?
Andiamo con ordine. Se il nostro elettore vuole votare PDL, deve essere su Twitter e seguire @berlusconi2013, il pulpito dai cui lo staff diffonde la gran parte dei contenuti mediali della campagna. Ed ecco l’altra novità: gli spot pidiellini si impadroniscono del linguaggio filmico e diventano trailer. Ad esaltare la figura del leader arriva la fantascienza e per mostrare le sciagure di Monti e della Sinistra niente è meglio dell’horror.
Ma guardare il primo filmato è come sfogliare l’album di famiglia del Pdl e la carica innovativa sembra subito esaurirsi. Se la colonna sonora e il Big Bang iniziale incuriosiscono il lettore, la ridondanza di piazze colme di bandiere e di figure indistinguibili, sulle quali spicca nitido Berlusconi,  sono un film già visto. Ancora una volta il calcio e l’unto del Signore, un popolo ibrido fra una tifoseria calcistica e un gruppo di fedeli.

 berlusconi

La fantascienza, quindi, si avvicina pericolosamente all’immaginario di Scientology: nessun problema per l’elettore fidelizzato. La carrellata di vecchie immagini non farà che fomentare in lui il credo politico; ma non sarà altrettanto per l’elettore indeciso, che potrebbe non sentirsi parte di quel “noi”, così forte ed esclusivo da ridursi all’io del leader.

 Dalla subliminale celebrazione di Forza Italia, si passa a Le bugie di Monti sulla Sinistra, perfetto esempio di quello che Eco chiama processo di costruzione del nemico. Tra i rimandi all’Esorcista e Silent Hill, pur con ironia, Berlusconi dà nomi e volti ai suoi nemici: anche qui l’effetto novità scema velocemente, lasciando il posto ai “comunisti mangia bambini”. Il coinvolgimento patemico del lettore è questa volta giocato sulla paura: la bicromia bianco-nero, la velocità delle immagini, le musiche, i sussurri fuoricampo, così come il lessico forte spaventano l’elettore. Proprio come nei manifestidella vecchia DC.
 lega

« Primail Nord!» dice la Lega, che si fa 2.0 anche nel nome.

Al Nord tutto funziona, ci si sveglia addirittura prima. Peccato che dal 1860 sia difficile definire i confini di questo Nord, così la Lega lo fa a modo suo.
Non basta essere un elettore fidelizzato per accogliere euforicamente lo spot, bisogna essere del Nord, anzi no, padani, o forse meglio milanesi. Come di Milano sono il Politecnico, la Stazione, Piazza Affari, l’Università Statale, la metropolitana, unici luoghi riconoscibili nello spot.
Il sogno della Lega continua nell’altro filmato. Le vite dei padani di domani – anzi, probabilmente del dopodomani, vista l’età dei protagonisti – sono stereotipicamente perfette, come suggerisce l’estetica del corpo isolato su sfondo bianco, tipica della pubblicità di moda. Non c’è mafia, non c’è burocrazia, la pensione è dignitosa, non ci sono più sprechi: Roma ladrona è sconfitta, l’obiettivo della vecchia retorica leghista raggiunto.  A connettere il sogno alla realtà ci pensa Maroni, punto di fusione del «noi Lega» e del «noi Nord». Dietro una comunicazione accattivante quindi, frutto di un obbligato processo di modernizzazione, la Lega nasconde il ritorno a contenuti triti e ritriti.
Ma il nostro elettore cerca la novità e tira un sospiro di sollievo di fronte a Fratelli d’Italia.  #senzapaura non brilla certo per innovazione, ma è scusabile dato l’intento: posizionare il nuovo movimento nel panorama di centrodestra. Valori che qui sanno di retorica e passato, trovano una migliore declinazione in Ognigiorno. Questo ci ricorda due diversi filmati: L’Italia che piace di Fiat, per l’impianto narrativo e le tante Italie raccontate; e «Insorgi» trailer di Assassin’s Creed 3, per il tono epico e l’idea rivoluzionaria. Il risultato è un filmato lontano dagli stereotipi, con una forte presa patemica sul lettore: sfrutta abilmente il tono epico per un’ideale chiamata alle armi degli italiani rappresentati, che diventano così i Fratelli d’Italia.
Forse il movimento non delinea a pieno il proprio elettore modello, ancora troppo giovane e romano; ma sicuramente riesce nella rappresentazione dei suoi capigruppo. Stordito dai vari leader oracoli e profeti, il lettore attento è stupito dalla Meloni e Crosetto: finalmente incontra due persone attive, sorridenti, naturali, sedute fra i propri attivisti, mentre chiacchierano con loro.
Questa sì che è fantascienza.

 

Anna Loscalzo, Alice Felicani

 

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