In bilico tra due mondi: la cooperazione interpretativa nel nuovo sito di Daniele Silvestri

Il nuovo sito di Daniele Silvestri non ha né contenuti in primo piano né la tradizionale suddivisione in 3 colonne: rinuncia a molti dei criteri d’usabilità funzionali a orientare l’utente nella navigazione.

Chi ci entra per la prima volta ne rimane disorientato: tra lo stranito e il divertito. Dinnanzi a sé ha il cantante che, seduto dietro una scrivania e davanti a un leggio, con sguardo all’insù sembra cercare la parola giusta per un testo da scrivere. I 19 anni della sua carriera (Silvestri ha debuttato nel 1994) si ripercorrono in un batter d’occhio, grazie all’arredamento che lo circonda: reso nei minimi dettagli, fa coesistere oggetti stile anni 90 con altri più contemporanei.

Così, per fruire al meglio questo testo-sito, l’utente ha il compito di trovare le nuove regole che vi stanno alla base: deve, cioè, costruirsi una nuova competenza che gli farà acquisire quel saper fare da spendere nelle visite future. Da semplice visitatore si trasforma, immediatamente, in vero e proprio esploratore.

Proprio per questo diventa fondamentale l’organizzazione spaziale di questa strana Home page, dimensione che implicitamente suggerisce come raggiungere ciò che si vuole. Concentriamoci dunque su questo aspetto.

La cornice nera che delimita l’immagine – sopra e sotto – crea una separazione tra il mondo di Silvestri e il nostro. Ci pone come osservatori di una realtà a cui non apparteniamo, almeno totalmente, ma che siamo chiamati a esplorare grazie anche a una continuità tra i due spazi creata proprio dalla scrivania in primo piano, tagliata a metà dalla stessa cornice. Siamo in bilico tra il nostro mondo, seduti davanti al pc, e la realtà rappresentata che ci “interpella” con alcuni oggetti: il ventilatore, le riviste, il computer e il telefono sono girati verso di noi, noi che stiamo dall’altra parte del tavolo.

Home Page

L’immagine è organizzata su quattro livelli di profondità:

1° piano: il cantante dietro la scrivania;

2° piano: lo spazio vuoto occupato dalla gabbia dell’uccellino, tra la scrivania e il tavolo attaccato al muro;

3° piano: il tavolo appoggiato al muro;

4° piano: la stanza che si apre sulla destra.

Una serie di ripetizioni di forme – che in semiotica chiamiamo rime eidetiche – spostano l’attenzione dell’utente-soggetto dal primo piano alla tv.

Guardando attentamente, infatti, non è difficile notare una corrispondenza tra la circolarità della grata del ventilatore, della tastiera numerica del telefono e dell’orologio a muro appeso proprio sopra il televisore. C’è poi lo schermo rettangolare del pc (conseguenza della prospettiva) che riprende quello della televisione, c’è Silvestri in carne ossa e quello rappresentato sul poster di fondo (vicino all’orologio) e c’è la rivista in primissimo piano, accanto alla tastiera del computer, che richiama quella sul tavolo di fondo.

Inoltre, un vero e proprio cono di luce – che ha la stessa forma dello spazio rappresentato, frutto della prospettiva centrale adottata – illumina proprio la porzione di spazio contenente televisore, orologio, rivista e poster: neanche a farlo apposta (o forse sì) gli oggetti “protagonisti” delle rime.

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Posizionando il puntatore del mouse sopra lo schermo televisivo comparirà l’etichetta “Entra”: un suggerimento importante per l’utente che inizia a capire come è stata pensata la navigazione del sito. Cliccandoci, infatti, con uno zoom immediato ci si trova a “tu per tu” con la tv. Al suo fianco c’è un piccolo telecomando-tastiera con pulsanti nominati che, finalmente, indicano le diverse sezioni del sito: video, Facebook, Twitter, gallery, news, tour, archivio e contatti. Scegliere la sezione interessata è come girare canale: lo schermo, di volta in volta, cambia immagine. Forti della piccola, ma importante informazione acquisita all’inizio, passando il mouse sopra una levetta sotto la tastiera si ritorna alla Home page.

b

A questo punto, vagando sulla pagina da cui si era partiti, in corrispondenza di alcuni oggetti appaiono altre etichette: sull’iPad compare “Facebook”, sul leggio “Testi”, sul cantante “Biografia”, sulla macchina fotografica “Gallery”, sul calendario proprio “Calendario”, sul telefono “Contatti”, sulla gabbia con l’uccellino “Twitter”, sulla pila di riviste “Archivio”, sull’orologio l’orario.

Svelato il mistero sul funzionamento del sito, costruita la nuova competenza.

c

A pensarci bene, quindi, il vero protagonista del sito non è Silvestri, ma l’utente stesso che da semplice fruitore-enunciatario, un destinatario “automa” schiavo di regole preesistenti, diventa soggetto-enunciatore a tutti gli effetti.

Il senso del testo si paleserà, allora, se il visitatore deciderà di accettare il contratto enunciazionale proposto: mettere in atto una forte cooperazione interpretativa per colmare quegli spazi bianchi che rendono la Home page un rebus da risolvere.

 Gloria Neri

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