Un, due, tre per Facebook

Bello eh, per carità! Tante sedie, belle persone, i colori non mancano, nemmeno la musica. Campanelli, aerei, ponti, saleriunione-partitedibasket-pistedaballo-grandipiazze-l’universo. C’è tutto.

Ma Facebook?

Facebook non arriva mai. Togliamo la voce narrante e le scritte: una bellissima pubblicità d’arredamento.

Gli unici frame che ci aiutano a capire l’identità del soggetto rappresentato sono: quello in cui compare la scritta “le sedie sono come Facebook” e quello finale a sfondo nero con il nome del social network. Perché questa strategia? Perché rendere invisibile l’oggetto investito di valore?

In realtà Facebook non è nascosto, anzi, si vede benissimo! Facebook è la sedia, fatta per sedersi e riposarsi: infatti quando non so che fare durante il giorno mi siedo al pc e ammazzo il tempo su Facebook.

chairs-are-like-facebook

Facebook permette di scambiare opinioni, proprio come si farebbe a una vera cena tra amici. Facebook è scherzare, raccontare (post) o anche solo ascoltare (leggere). È condividere musica, guardare il video di una partita di pallacanestro, partecipare attivamente a un comizio commentando una notizia, è comunicare con persone di tutto il mondo, ma in maniera virtuale.

Tutte le azioni “connettive” descritte nello spot sono, invece, scene di vita reale, attività che le persone investono di valori positivi. Essere realmente in una discoteca e strusciarsi a ritmo di musica con il proprio ragazzo è molto meglio che ascoltare la stessa canzone seduti sul letto di casa, da soli e in pigiama. Trovarsi nelle tribune di una partita di NBA è decisamente più stimolante che vedere l’immagine di Kobe Bryant su Facebook. Considerando che un social network non potrebbe mai permettere tutto ciò, ha deciso di puntare sulla valorizzazione di aspetti che lo riguardano solo in parte (vita reale: partita di basket, vita virtuale: video della partita di basket).

Siamo di fronte a un tipo di pubblicità obliqua: il prodotto ci viene mostrato attraverso un continuo paragone metaforico (Facebook è come la vita reale), che noi dobbiamo cogliere e interpretare.

Facebook, ti vergogni a mostrarti per quello che veramente sei?

Eleonora Tosato

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