La vita su Twitter: imparare a cinguettare

Per diventare un esponente di spicco del club Twitter, devi seguire alcuni step. La procedura di iniziazione è certamente quella più complicata, per tutti quei motivi che ho esposto nel post precedente: scarsa accoglienza, poca comprensione e tanta frustrazione.

Ma come arrivi a provare tutto ciò?

I membri interni del club inondano la home di parole sconosciute, lanciando nuove tendenze ogni dieci minuti. E tu?

Tu, dopo attente ricerche per capire di cosa si parla, sei lì, tastiera alla mano, a riflettere sul modo migliore di esprimere la tua opinione e di farla rientrare in 140 caratteri. Proprio quando sei pronto… Puf! La tua parolina chiave non è più di tendenza. Allora, cancelli tutto e desisti dal nobile e democratico intento: ormai privato di qualsiasi stimolo e scopo, inizi a riflettere su un nuovo hashtag.

Twitter sembra figlio dei tempi di Omero, partorito nella dimensione dell’oralità. È tutto scritto ma non resta nulla: scripta non manent su Twitter! Eccezion fatta per gli hashtag che riguardano Justin Bieber o i One Direction: la loro capacità di ottenere una popolarità duratura nei canoni dei Social Network supera quella dei loro stessi idoli nel mondo reale.

Essere veloci è la prima regola per entrare nel gioco!

La seconda è essere interessanti: arguti, simpatici, degni di attenzione. L’obiettivo è coinvolgere persone sconosciute e invogliarle a seguirti, a ri-twittarti. Insomma, devi andare a caccia di visibilità.

L’hashtag permette di canalizzare i flussi di informazione e di far arrivare il tuo tweet esattamente a chi potrebbe esserne interessato. Il tuo compito, però, è farti notare all’interno della lista di tweet, per di più in continuo aggiornamento: puoi essere accattivante; suscitare curiosità; banale ma efficace; tanto arguto da ottenere i ritweet e la considerazione di chi non aveva ancora pensato a ciò che hai scritto.

Lungi da te dev’essere l’idea di informare i tuoi follower che hai finito gli esami dell’università. A meno che non aggiungi dettagli facilmente condivisibili dalla categoria “studenti-in-crisi”, come non essere minimamente #abbronzato a luglio, doverti disintossicare da litri di #caffè, essere a uno stadio di #miopia incalzante.

Cambiano le regole del gioco, cambia il target, cambia il modo di scrivere.

twitter-followers (1)

Nella caccia alla visibilità, però, diventi invisibile. Il tuo nome scompare nell’esaltazione della partecipazione di massa: l’unità partitiva diventa totalità partitiva. Che tu abbia lanciato l’hashtag o che l’abbia semplicemente utilizzato, poco importa. Quello che conta è aver contribuito a far entrare la parola chiave nelle tendenze, aver ottenuto qualche ritweet e guadagnato qualche follower.

Insomma, Twitter sostiene uno dei principi più antichi del mondo, solitamente fatto proprio dai perdenti: l’importante è partecipare!

P.S. A proposito di follower e di caccia alla visibilità: nella pagina autori, se cliccate sui nomi, volate direttamente ai nostri account Twitter.

Francesca Venezia

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