Berlusconi: 9 minuti, 1 discorso, 2 storie

Berlusconi, dopo la condanna definitiva, ha lanciato un messaggio alla nazione: nove minuti di video che raccontano due storie, con due differenti soggetti che si alternano.

All’inizio, per poco, abbiamo il Berlusconi “uomo”: ringrazia i figli, gli avvocati e i sostenitori.

Ma “l’uomo” lascia subito il posto all’“eroe”: “Ma uno sconosciuto signore, un certo Silvio Berlusconi, scese in campo per contrastare il passo al partito comunista e in due mesi vinse le elezioni ottenendo il governo del Paese.” Parla di sé in terza persona e descrive le gesta di un eroe, appunto, che per il bene dell’Italia, scende in campo, costretto ad affrontare numerose prove dalle quali esce, sempre e comunque, vittorioso: “…da quel momento si scatenò contro di lui una azione ininterrotta della magistratura che nel ’94 fece cadere il governo, tramite un’accusa di corruzione cui seguì una assoluzione con formula piena, una azione che si sviluppò poi con oltre cinquanta processi di cui quarantuno conclusi senza essere riusciti a raggiungere una condanna.”

Ma ha detto veramente forza Italia?

A questo punto torna l’“uomo” e con lui la prima persona. Berlusconi descrive la propria sofferenza: “Invece per quanto riguarda ciò che è accaduto alla mia persona, e solo dopo la mia decisione di occuparmi della cosa pubblica, nessuno può comprenderlo”. Si definisce “allibito”. Contro di lui c’è stato solo “accanimento”, parola chiave che trasforma l’eroe in vittima vulnerabile.

In ultimo, affiora il qualunquismo: Viviamo davvero in un Paese in cui la maggior parte dei reati e dei crimini non vengono neppure perseguiti, un Paese che non sa essere giusto, soprattutto verso i cittadini onesti e verso tutti coloro che, come me, hanno sempre compiuto il proprio dovere, nel lavoro così come nella vita pubblica”. Discorsi come questo sono sulla bocca di molti: si passa allora da “Berlusconi uomo” a “Berlusconi uomo-medio”.

Inizia, così, l’esaltazione del suo lavoro. Ritorna l’“eroe” che è sempre riuscito a rialzarsi, ad aiutare il Paese portandolo ai vertici dell’Europa e del mondo (a detta sua).

Quando, in conclusione, ritorna inesorabilmente l’“uomo” che si appella al popolo, lo chiama a sé: “È cosi che l’Italia riconosce i sacrifici e l’impegno dei suoi cittadini migliori? È questa l’Italia che amiamo?”. È questa l’Italia che vogliamo?”. Ma a ben veder, non è più lui, siamo noi… con lui.

Infine, con una specie di “call to action”, Berlusconi chiama all’azione i suoi fedelissimi, inserendo il tanto amato tema del “bene contro il male”, frequente nella sua retorica. Ritorna a essere il “condottiero”che guiderà il suo popolo, il popolo di “Forza Italia”, in una “battaglia” (testuali parole) per la libertà.

Con “Viva l’Italia! Viva Forza Italia!” si chiude il discorso, come se le due cose fossero davvero indissolubili.

Mariano Mercelli

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2 risposte a “Berlusconi: 9 minuti, 1 discorso, 2 storie

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