Il segno nella croce. Questioni politiche e principi semiotici

La questione del crocifisso e della sua presenza nei luoghi pubblici ha animato spesso il dibattito politico del nostro Paese. Si tratta di un argomento molto delicato che chiama in causa temi di ordine religioso, antropologico, culturale e, non ultimo, semiotico.

Ma che cosa significa riflettere semioticamente su un simbolo religioso? Innanzitutto, considerare la difficoltà che si presenta quando si parla di simboli e simbologia; in secondo luogo, cercare di confrontare questa difficoltà con il peso che il simbolo in questione ha nelle società odierne, in questo caso, occidentali.

A tal proposito, potrebbero tornarci utili le riflessioni di due grandi studiosi come Peirce e Jakobson.

Peirce aveva distinto il simbolo, l’icona e l’indice come i tre tipi di segni, isolandoli l’uno dall’altro in base al rapporto con la porzione di realtà rappresentata: per somiglianza nel caso dell’icona; contiguità effettiva nel caso dell’indice; contiguità assegnata per il simbolo.

Jakobson, dal canto suo, nel primo saggio de Lo sviluppo della semiotica, ribadisce questa triplice divisione dei segni, correggendone però il carattere esclusivo. Egli sottolinea, infatti, che Peirce aveva compreso l’impossibilità di considerare lo stesso segno come icona o simbolo o indice e, al contrario, aveva affermato che lo stesso segno racchiude tutte e tre le possibili chiavi di lettura.

Il crocifisso

Così, il crocifisso, se come icona può “stare per” la crocifissione quale pratica diffusa presso i romani, come simbolo contiene il suggerimento culturale della storia della religione cristiana e infine, in quanto indice, rende riconoscibili le declinazioni della cristianità stessa in senso spaziale.

Ecco il punto: nel caso del crocifisso, spesso il dibattito politico non solo ha cercato di enfatizzare una lettura “simbolica” rispetto a un’altra, ma ha anche tentato di allentare le tensioni cercando di sostituire al crocifisso-simbolo il crocifisso-icona. Ma come già faceva notare Jakobson, la faccenda non è così semplice.

Il crocifisso non può essere considerato alternativamente come icona storica, simbolo religioso o indice laico, perché in ciascuna di queste concezioni della croce sono già comprese le altre due. Proprio come la figura di una sfera azzurra su cui sono disegnate forme irregolari i cui colori variano dal marrone scuro al verde chiaro non rappresenta soltanto il globo terrestre, ma significa già il mondo e la realtà fisica totale.

Per quanto implicita, questa commistione tra giudizi fattuali (che riguardano le descrizioni del mondo) e giudizi di valore (che chiamano in causa le opinioni sul mondo) è sempre presente nel nostro approccio quotidiano ai segni. Con buona pace di politici, giornalisti e opinionisti.

Alberto Sonego

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