“Adottaunragazzo.it”. Dall’incontro all’acquisto

Questa volta la trovata è francese, ma gli italiani, o meglio le italiane, non se la sono certo fatta scappare.

Nel 2007 nasce “AdopteUnMec.com”, un sito di incontri pronto a rivoluzionare il mondo degli appuntamenti sul web e, soprattutto, a ribaltare la purtroppo abituale mercificazione della donna. Sì, perché questa volta in vendita ci sono gli uomini, nel carrello ci finisce il sesso “forte” come dimostra lo stesso logo, lasciando completa libertà di scelta alle donne. Non è proprio il tipo di libertà per la quale dagli anni ’60 si battono le femministe ma, a quanto pare c’è chi ha comunque gradito la possibilità offerta (il sito francese pare abbia già raggiunto più di 4,5 milioni di iscritti!).

Le caratteristiche sono quelle di un vero e proprio sito di e-commerce: ci sono il carrello, la casella di ricerca con tanto di icona con codice a barre, la suddivisione dei prodotti in categorie (prodotti locali, età, socio, stile, bonus pack) e le garanzie offerte (negozio aperto h24 7/7, consegna rapida, aggiunta al carrello illimitata e novità tutti i giorni).

Ma la scelta non si gioca tra una decolleté o una ballerina, bensì tra un tatuato e piercingato, un baffuto, un rosso, o un riccio, come sottolinea anche la pubblicità creata per la messa in onda televisiva.

Per non parlare poi delle liquidazioni e offerte speciali che di volta in volta vengono proposte alle agguerrite acquirenti. Però una differenza c’è: qui, invece del countdown della scadenza dell’offerta alla Groupon, c’è il conteggio delle “parole dolci scambiate”.

“Il concetto alla base di adottaunragazzo.it è semplice. Il cliente è re, in questo caso, è regina. Onore alle signore. Al supermercato degli incontri, le donne fanno buoni affari”.

Per quanto l’atmosfera e la strategia scelte dagli ideatori del sito possano essere, evidentemente, volutamente ironiche, spesso questo scudo dietro al quale molti si celano non basta.

Se a un primo sguardo la pubblicità stessa può far sorridere, rivederla e andare a visitare il sito fa riflettere.

Spesso in semiotica si dice di provare a sostituire una variabile con un’altra, per vedere se l’effetto cambia. È questo il gioco attuato dal sito: al posto della donna-oggetto c’è l’uomo-oggetto, o meglio l’uomo-prodotto come viene esplicitato nel form dell’iscrizione.

Si tratta della “prova di commutazione”, un meccanismo che però non può essere applicato sempre e comunque: lo si può verificare per esempio nelle pubblicità dove quasi sempre è la donna a essere seminuda e mercificata, ma persino in un programma come Striscia la notizia ci sono voluti più di 25 anni perché si osasse farlo. E gli effetti sono ancora tutti da verificare.

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In questo caso qual è il problema? Facendo un confronto con un altro sito di successo come Meetic, per esempio, si nota che il programma narrativo al centro di questi luoghi virtuali è la congiunzione tra due Soggetti, un Lui e una Lei, o una Lei e un Lui: non è l’ordine a fare la differenza. Invece, in Adottaunragazzo si è partiti esattamente dall’inversione dell’ordine, di conseguenza dei ruoli, arrivando a una modifica del programma narrativo vero e proprio. Premesso che adozione e acquisto non sono sinonimi e quindi ci sarebbe anche da rivedere la scelta del nome del sito, c’è una grossa differenza anche tra incontro e acquisto: nel secondo caso, lo scopo finale è la congiunzione tra un Soggetto e un Oggetto, traducibili in questo caso come una Lei e un Lui.

Ma soprattutto in questi luoghi virtuali la dimensione ludica è conseguente a una più pratica: le persone vi si iscrivono per trovare l’anima gemella.

Nella homepage del sito italiano sono riportati stralci di giornali che ne hanno parlato e si leggono frasi come: “il sito (…), invertendo i ruoli nel processo di seduzione (…) ha dato il potere alle donne”. “Ora l’anima gemella si trova direttamente in negozio, meglio ancora se in una scatola-giocattolo ad altezza naturale”.

Queste poche parole trasmettono il grande fraintendimento alla base della costruzione, e forse del successo stesso, di questo sito: la dimensione ludica è passata in primo piano e lo scopo è accaparrarsi l’uomo-oggetto “da coccolare”, tra quelli proposti nella “selezione esclusiva (…) sugli scaffali del più dolce dei negozi”.

Se la sanzione che si aspetta chi si iscrive a Meetic è una cenetta romantica, colei che si iscrive a Adottaunragazzo.it vorrà forse rivivere la scena di Rossella Brescia di fronte a una scatola di Zalando.

Alice Felicani

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2 risposte a ““Adottaunragazzo.it”. Dall’incontro all’acquisto

  1. Il sito è offensivo e schifosamente sessista, ma naturalmente trattare “il maschio”, l’uomo oggetto, come un prodotto di shopping da mettere sul carrello è da intendersi come una grande mossa di emancipazione femminile (da cosa poi?). Vergognatevi.

    • Ciao Alessandro,
      grazie innanzitutto per aver letto il post e aver dato la tua opinione commentando.
      Sono d’accordo con te sull’idea che un sito così rischi di diventare offensivo perché, come ho scritto nel post, non sempre è possibile e strategico far leva sull’ironia. A mio avviso, la costruzione voleva scardinare lo stereotipo discriminatorio della donna-oggetto, ma il risultato finale è tutt’altro che una mossa di emancipazione femminile. Potremmo definirla piuttosto una mossa di discriminazione maschile. Concordi?

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