A.A.A. Coinquilino cercasi. Strategie pubblicitarie per universitari

È arrivato l’autunno. L’anno accademico è appena iniziato e per molti studenti fuori sede è già ripresa (e per i più fortunati, si è conclusa) la fatidica ricerca di appartamento e/o coinquilini. Un appuntamento che la maggior parte di noi spera sempre di poter evitare, ma che una volta fissato può trasformarsi in un vero e proprio calvario.

Negli ultimi anni, accanto ai luoghi tradizionali utilizzati per attaccare annunci (le bacheche dell’università, i muri delle piazze, etc.) ha fatto il suo ingresso il web, con siti ad hoc (easystanza.itbakeca.it e altri) e ovviamente Facebook. Qui sono sorti e si sono diffusi numerosi gruppi dedicati alla ricerca di posti letto, singole, doppie, triple e persino villette indipendenti per studenti universitari. Ma si sa: quando cambia il supporto, cambiano anche le tecniche. E mentre prima era sufficiente progettare un volantino con qualche riga di descrizione e una serie di numeri di telefono da poter strappare, i social network, offrendo maggior spazio e implicando una concorrenza “diretta”, hanno necessitato lo sviluppo di nuove strategie comunicative.

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Innanzitutto, postare la semplice descrizione della stanza o dell’appartamento si dimostra insufficiente: deve essere sempre preceduta da un titolo, che in questo senso incornicia il testo e, oltre ad attirare l’attenzione, attua una prima selezione dei candidati. Ad esempio: “libero posto in doppia da ottobre a gennaio” o “libera singola per ragazza” contengono informazioni che non verranno più riprese nella descrizione dell’immobile, in cui vengono invece indicati tutti i dettagli tecnici (costo bollette, tipo di contratto, composizione del locale, posizione geografica etc..) ed eventuali parametri aggiuntivi (“no Erasmus”, “preferibilmente settimana corta” etc.).

Anche l’aggiunta di fotografie dell’appartamento si è resa necessaria, in base a quel principio per cui “l’appartamento che vale la pena vedere è quello che si è già visto”: sempre meglio accertarsi, per il potenziale inquilino, che la stanza piaccia, onde evitare spostamenti inutili, e poter così ottimizzare la propria ricerca. D’altro canto, per coloro che inseriscono l’annuncio, si tratta di una lama a doppio taglio: meglio usarla con cautela!

Ma se queste sono le tecniche “classiche” per pubblicare un annuncio, le regole essenziali per far sì che qualcuno lo legga e risponda, altre sono le strategie messe in atto per sbaragliare la concorrenza, resa ancor più serrata dal fatto che gli annunci si presentano letteralmente uno dopo l’altro. Così, accanto alle tradizionali fotografie a bassa risoluzione, compaiono screenshot di Google Maps, per rassicurare chi cerca sull’effettiva posizione “centrale” o “comoda” dell’immobile; e planimetrie dell’appartamento per confermare la descrizione. La frase che guida queste tecniche ulteriori potrebbe essere una dichiarativa: “siamo sinceri!”; e d’altra parte, questa gara alla trasparenza e alla completezza sembra confliggere (positivamente?) con la tradizionale dialettica pubblicitaria del mostrare/nascondere. Magari, in questo ambito, è effettivamente l’acquirente ad avere il coltello dalla parte del manico? A giudicare dagli elementi raccolti durante le nostre osservazioni, sembra di sì.

Alberto Sonego

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