“Io sono quello che non ce la faccio”. Un eroe del nostro tempo in “Bassotuba non c’è”

Io le dicevo Aspetta un momento, che divento uno scrittore come si deve…”

Senza lavoro né famiglia, in affitto, fra mille impegni e sfortune… “Sfigato” direte voi?! E invece no: Learco Ferrari è uno qualunque, scrittore e magazziniere part time, che giorno dopo giorno combatte contro le ingiustizie della vita moderna.

È un vero eroe del nostro tempo il protagonista di Bassotuba non c’è, celebre romanzo di Paolo Nori che rappresenta un’intera generazione di over trenta completamente irrealizzati, senza prospettive né speranze nel futuro.

nori

Il racconto in prima persona è una messa a nudo del personaggio principale – Learco Ferrari (l’Io narrante) – trenta e qualcosa, aspirante scrittore, musicista in un gruppo mediocre, magazziniere precario e traduttore occasionale appena lasciato dalla sua compagna.

La narrazione, piena di particolari apparentemente insignificanti, parte dalle piccole vicende della vita quotidiana del nostro eroe: lo vediamo lavorare, uscire con una ragazza, girare per i locali di Parma… Le avventure personali del protagonista, la sua vita instabile fatta di contraddizioni, dubbi e insicurezze, la sua solitudine e i suoi colloqui con l’interlocutore immaginario, non sono un semplice esempio della vita precaria. Piuttosto rispecchiano il destino di un’intera società: quella dove il talento viene oppresso e trivializzato e dove i giovani laureati con lode sono obbligati a lavori in nero per poter tirare avanti.

Infatti, dal punto di vista della narratività greimasiana, il Soggetto agisce attraverso il voler fare e il non poter fare. Non si arrende nella lotta per diventare un vero scrittore, anche se nel profondo dell’anima inizia a capire che la sua impresa difficilmente andrà a buon fine. È la società in cui vive a impedirgli di raggiungere il suo Oggetto di Valore – un lavoro professionale – imponendo delle restrizioni e limitando le abilità e le prospettive del Soggetto.

La grande particolarità di questo romanzo sta nel fatto che prevede un doppio Lettore Modello. Da un lato, c’è quello che l’autore Paolo Nori immagina per la propria opera; dall’altro, c’è il Lettore Modello che lo scrittore Learco Ferrari presume per i suoi romanzi, sperando che esista.

Pagina dopo pagina, il lettore aspetta che succeda qualcosa, ma le sue attese non saranno mai soddisfatte:la storia inizia senza un inizio e finisce senza una vera e propria fine.

Bassotuba non c’è è il libro forse più conosciuto di Nori, un’opera satirica e grottesca, che fa ridere molto grazie allo stile inconfondibile dello scrittore e al suo umorismo sarcastico alla Dovlatov. Ma spesso è una risata amara: il romanzo parla di uno come tanti, condannati a un perenne precariato intellettuale e lavorativo.

A chi di noi, giovani di oggi, non verrebbe da dire, a volte, “Mi sento un po’ Learco Ferrari”?!

Yulia Gordeeva

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