Brasile 2014: la coppa del mondo in Argentina diventa una questione di fede

Dal 12 giugno al 13 luglio, in Brasile, si svolgeranno i Mondiali di calcio 2014. Mancano ancora parecchi mesi, ma alcuni marchi sportivi o sponsor dell’evento hanno già iniziato il lancio dei propri spot – come ci ricorda Appartamento67 che ne fa un’interessante analisi comparativa.

Finora, quello riuscito meglio – per l’effetto di senso finale e il coinvolgimento emotivo che suscita – è Jogo Bendito, commissionato dall’importante canale sportivo argentino TyC Sports e realizzato dall’agenzia Young & Rubicam Argentina.

Il motivo per cui risulta particolarmente interessante è l’utilizzo della retorica religiosa come strumento per semantizzare immagini di calcio giocato.

Mi spiego meglio.

La clip si apre con un’immagine della Giornata Mondiale della Gioventù svoltasi lo scorso luglio in Brasile; pochi secondi e sentiamo la voce di Papa Bergoglio che ci parla: a ogni stralcio del suo discorso corrisponde l’inquadratura di calciatori o tifosi argentini, che così lo esemplificano.

Le parole del Papa, da semplice esortazione per i giovani a vivere secondo lo stile e la morale cristiana, diventano una vera e propria “chiamata alle armi” e i Mondiali, di conseguenza, una guerra da vincere partita dopo partita, battaglia dopo battaglia.

“Il Signore vi chiama oggi” è l’incipit: è quindi Dio il destinante di quest’impresa che per bocca del Papa parla alla squadra e attraverso lei a tutti gli argentini. L’Argentina è la “sua squadra” e tutti gli altri sono nemici da sconfiggere. Questo diventa più evidente quando alle parole “Quei Cristiani sono soltanto apparenze” viene associato un primo piano del portoghese Cristiano Ronaldo – bello, sorridente e in smoking – durante la cerimonia di premiazione per il pallone d’oro FIFA 2012.

Come a dire: noi argentini siamo la sostanza, la verità; gli altri la menzogna.

Lo spot, quindi, si costruisce semplicemente sull’opposizione noi-bene vs loro-male, una contrapposizione classica che dà origine a tutte le fiabe: dunque l’Argentina è quell’eroe che, invocato direttamente da Dio, intraprenderà una grande impresa per riportare a casa l’oggetto conteso, la coppa del mondo.

D’altra parte, sappiamo quanto il gioco del calcio sia importante nelle realtà povere del Sud-America, considerato come una delle poche possibilità di riscatto per i ragazzi. In queste aree, quindi, il calcio è già naturalmente investito di un’aura di sacralità. Lo spot non fa altro che innalzare questa sacralità all’ennesima potenza e con essa l’orgoglio nazionale.

Complice anche la musica, la combinazione finale fa sì che il trasporto emotivo dello spettatore sia totale e coinvolga a tal punto da far dimenticare, anche solo per un attimo, la propria appartenenza nazionale.

Insomma, ai prossimi mondiali per l’Argentina l’importante sarà vincere e non partecipare: in effetti, come è scritto in chiusura, “Se un argentino ha fatto questo, pensate 23”.

Gloria Neri

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