Raffaella Carrà e la sospensione del ridicolo. Fenomenologia della donna trans-age

Vedo una vecchia signora, coi capelli ritinti, tutti unti non si sa di quale orribile manteca, e poi tutta goffamente imbellettata e parata d’abiti giovanili. Mi metto a ridere. Avverto che quella vecchia signora è il contrario di ciò che una vecchia rispettabile signora dovrebbe essere. Posso così, a prima giunta e superficialmente, arrestarmi a questa impressione comica. Il comico è appunto un avvertimento del contrario.

(Cit. Pirandello, L’umorismo)

In una definizione ormai celeberrima, Pirandello chiama comico quel sentimento di ilarità scaturito dalla co-presenza di almeno due elementi in opposizione. Per esempio l’età avanzata e un abito non consono alla stessa, secondo i codici del buon costume tradizionale.

Allora com’è che l’altra sera non siamo scoppiati a ridere davanti a quella baraccona della Carrà? Dalla simpatia alla venerazione mistica, tutt’al più un po’ di sdegno (da parte di snob come me, lo ammetto), ma di risate neanche una. Eppure ne aveva di borchie e brillantini addosso, e che miseria quel fiatone, dopo l’orrido balletto.

Siamo di fronte a un bug pirandelliano o c’è dell’altro?

E puntualizzo, non uso baraccona in modo offensivo, ma con assoluta precisione tecnica. “Qual è il minimo comune denominatore di tutte le icone gay – chiesi una volta a un esperto – quale la loro essenza?!”  “Beh, è che sono tutte delle gran baraccone!

Epifania.

Ora, lo saprete, Raffaella Carrà è regina indiscussa delle icone gay italiane. Come baraccona, invece, pare se la giochi solo con Moira Orfei. Sulle icone gay, capitolo enorme, rimando a un prossimo articolo. Sulle baraccone, si badi, andrò seriamente a fondo.

Cos’è che sospende il senso del ridicolo che la Carrà dovrebbe suscitare?

Ho rivisto in streaming l’ospitata con attenzione, e sacrificio. La Raffaella non mente sulla sua età, non prova neanche a nasconderla con lifting eccessivi, mi sembra. Anzi, allude continuamente al fatto di avere tanti anni in più di Fazio e di contro lui la osanna per la straordinaria fibra. Sarà Danacol, diremmo noi? No, lei risponde che è emiliana, si vanta compulsivamente, non riesce a star ferma, io penso al peggio.

Se ci fermassimo ai due termini in contraddizione – l’età e l’abito – non riusciremmo a svelare il mistero. Guardo ancora una volta – stavolta lo dico senza eufemismi, con schifo – l’esibizione in playback della Carrà. Peggio di lei, semmai esistesse una scala del cattivo gusto, ci sarebbero solo i ballerini finti trans-gender che si porta appresso. A cosa servono, mi chiedo, quei ballerini? E soprattutto, non era l’Italia il paese più bacchettone che c’è, e te li sbattono in prima serata nell’evento nazional-popolare dell’anno? Raschiamo il fondo, oppure, sorge il dubbio, non c’è contraddittorietà tra i termini in gioco.

carrà

Finalmente mi è tutto chiaro. Il bug della Carrà, l’essenza ultima della baraccona, è l’aver raggiunto uno stadio in cui l’età è semplicemente irrilevante. Anzi, sul piano della duratività, l’età aggiunge un plus: nell’immaginario pop italiano la rende immortale, i suoi successi eterni, in lungo e in largo, da Trieste in giù.

È allora un’icona trans-age (interessante dizione che cito dal blog Dis.amb.iguando): circondandosi di gay, travestiti e trans-gender vari può permettersi di diventare maschera di sé stessa senza cadere nel ridicolo. Magari affibbiandosi dei caratteri emancipatori e da “vecchia scanzonata”: abbatto dei tabù sulle donne di una certa età e faccio quello che mi pare del mio corpo. Carrà rivoluzionaria?

Se non fosse che tutta questa solita paccottiglia progressista sulla liberazione del corpo apre prevedibilmente la pista a una valanga reazionaria. Da “c’è bisogno di un uomo a condurre la trasmissione” a “che cos’è una donna se non si diverte con i vestiti” la Raffa è un fiume in piena. Tra uno stacchetto e l’altro trova pure il tempo per fare un po’ di propaganda filogovernativa: “aridatece i marò”. Applausi scroscianti. Ah già, Sanremo è Sanremo.

Davide Puca

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2 risposte a “Raffaella Carrà e la sospensione del ridicolo. Fenomenologia della donna trans-age

  1. continuiamo a criticare le uniche icone italiane che abbiamo mentre all’estero esaltano le proprie come Madonna o Lady Gaga che non sono nemmeno un’ unghia della grande Carrà! Perchè invece non ci sorprendiamo per l’energia che questa donna ha a 70 anni?

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