I colori dell’anima: lo spazio nelle illustrazioni di Jean-Michel Folon

…come una visione fugace,

come il genio della pura bellezza…

A.S. Pushkin

Jean-Michel Folon è stato un illustratore, pittore e scultore belga con uno stile molto particolare, caratterizzato da visi uniformi, colori sfumati, abiti scuri e una predilezione per l’acquerello.

In un mondo soffocato dall’eccesso e dalla sovrabbondanza, le sue opere stupiscono e affascinano proprio per la loro semplicità e purezza e per una visione assai insolita del rapporto spazio-temporale.

Lo spazio di Folon è sempre disomogeneo se non illogico e, in quanto ramificazione di diverse realtà, lascia innumerevoli possibilità di interpretazione.

Folon-1

Nel 1955 il giovane Folon intraprende gli studi di architettura a Bruxelles, ma presto abbandona la facoltà per dedicarsi esclusivamente al disegno. Si trasferisce a Parigi dove, influenzato dall’avanguardia di Pablo Picasso e dai surrealisti, inizia il suo sviluppo artistico.

Già nel 1960 i suoi lavori ricevono un’accoglienza positiva e vengono pubblicati dalle riviste americane Esquire, The New Yorker e Time, aprendogli così la strada alla carriera di illustratore.

Il vero successo arriva nel 1969 quando, in seguito a una mostra a New York, il mondo intero scopre i suoi acquerelli. Seguono esposizioni e mostre in vari paesi, nuove esperienze con l’allestimento di scenografie e la creazione di cartoni animati, infine il successo filatelico.

Folon-2

Nelle sue opere, la prospettiva e le dimensioni non seguono mai la logica del mondo reale. Il suo è uno spazio aperto e non coeso, dove figure semi-trasparenti fanno vedere il contenuto delle loro anime, e dove le contraddizioni e le contrarietà hanno il diritto di coesistere.

Come in un icocervo visivo i soggetti e gli oggetti rappresentati si fondono con lo spazio che li ingloba, dando vita alla fusione delle loro identità.

Lo sfondo è caratterizzato da una quasi totale indeterminazione: sempre uniforme e di colori tenui o pastello, con tonalità che variano per lo più dal blu al malva.

I personaggi dal carattere minimalista e leggermente sfocati sono sospesi nell’aria e hanno contorni sfumati che ammorbidiscono i contrasti. Nessuna emozione, salvo forse la tranquillità, traspira dalle loro facce uniformi.

Nonostante le immagini di Folon abbiano una densità figurativa non molto alta, non si può non notare come le isotopie della libertà e della spiritualità attraversino tutte le sue opere.

Le sue illustrazioni evocano semplicità, bontà e pace, e rimandano a valori come uguaglianza, rispetto della diversità, valore di ogni singolo individuo. Ci raccontano di un mondo migliore e forse anche più giusto. Non a caso Jean-Michel Folon è stato ambasciatore dell’Unicef e ardente difensore dei diritti umani, illustrando varie campagne di sensibilizzazione di Amnesty International.

Yulia Gordeeva

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