Cheap Green, il recupero creativo passa dall’arte

Questo post è stato pubblicato su BolognaCult, magazine online di eventi culturali bolognesi.

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IN BREVE Chi: Cheap Green  Cosa: recupero artistico delle tabelle affissive in disuso  Quando: marzo-luglio 2014  Dove: Bologna

Bologna è una città che dentro mura – purtroppo – ha poco spazio per il verde pubblico, chiusa com’è tra portici, palazzi vicini, vie strette e cortili interni non intuibili dal passaggio pedonale. A volte capita di pensare che il verde – per trovare spazio – dovrebbe crescere sui muri. E a ben vedere l’idea semplice e brillante di Cheap Green non è tanto distante da questo pensiero fanciullo. A partire dalle vecchie tabelle per affissioni dislocate un po’ in tutto il centro città il progetto prevede di sviluppare una forma di public art, fatta di poster artistici a tema ambientale che rendano “verdi” queste piccole aree abbandonate. Un modo per restituire loro una funzione pubblica, in passato costituita dal passaggio di informazioni tramite locandine, giornali e comunicazioni cartacee.

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Oggi le necessità sono cambiate. Alcune di quelle affissioni si sono spostate sul web, così come sulla rete si sono spostati i luoghi del dialogo tra istituzioni e cittadini. Il riuso di vecchi canali di comunicazione serve a ricordarci che se col tempo cambiano i modi non significa che cambino anche i bisogni profondi. Ecco quindi che il recupero creativo sceglie di mantenere la funzione sociale dei pannelli, affidando loro nuovi messaggi, quali la promozione di stili di vita urbani sostenibili, la tutela del verde pubblico, l’impegno sul riciclo e sulla mobilità urbana, il coinvolgimento sull’utilizzo di energie rinnovabili.

Il verdissimo progetto, che conta sul sostegno del Comune di Bologna, sarà realizzato per interventi successivi da marzo a luglio 2014. La prima tranche (marzo-maggio) vedrà all’opera l’artista Paper Resistance e il duo SZ ZS, che lavoreranno su 79 pannelli dislocati tra via Indipendenza, via Irnerio, via San Giuseppe, via San Giacomo e Piazza di Porta San Donato e via Zamboni. Seconda tranche, da maggio a luglio, riguarderà in prima battuta la zona universitaria, con 64 pannelli da attribuire ad altrettante opere selezionate da una Open Call (disponibile sul sito cheapfestival.it), e in seconda battuta i 43 pannelli installati sul muro di cinta dell’autostazione che ospiteranno il progetto dello street artist di origine argentina Hyuro.

Cheap Green sarà nei fatti un’anticipazione del Cheap Festival che dal 1 al 10 maggio renderà Bologna centro caldo della Poster Street Art, la street art “economica” che viaggia su carta e si installa con la colla. La parola d’ordine per il futuro sembra essere proprio quella di impatto minimo, tema a cui molte realtà bolognesi si stanno sensibilizzando.

Erika Gardumi

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