Il dito medio della Picierno e la luna

Quando ero piccolo ho avuto dei problemi con un’insegnante che mi terrorizzava. Mio padre, nel tentativo di educarmi al confronto, mi spiegò che non avevo motivo di temerla perché “con i dovuti modi si può dir tutto”. Gli diedi retta. Ma oggi ancora rido pensando all’espressione rassegnata che, pochi giorni dopo, lo accompagnò nello studio dell’insegnante.

La verità è che non tutto può essere detto. O meglio, non tutti possono dire tutto.

Lo sa bene Pina Picierno, candidata alle europee per il Partito Democratico, che sta sfruttando la violazione di questa norma sociale per creare scalpore e inchiodare il suo nome nella testa degli elettori.

Quel che, forse, questa grande statista non ha tenuto in conto è che il tanto gettonato adagio della pubblicità, “bene o male purché se ne parli”, non funziona in ogni circostanza. Un politico, infatti, ha bisogno di dosare sapientemente la propria comunicazione per non sbattere il naso contro l’umore mutevole del suo suscettibile elettorato.

Ma qual è il fatto che ha creato tanto rumore attorno a un personaggio come la Picierno, fino a ieri sconosciuta ai più e nota solo al pubblico attivamente interessato?

Il governo Renzi ha annunciato un aumento di 80 euro per le buste paga dei dipendenti che appartengono a specifiche fasce di reddito.

Si tratta del segnale di un cambiamento o piuttosto di un’elemosina che non serve a mutare la condizione dei suoi beneficiari, ma che basta a garantire popolarità al Partito Democratico.

Su questo punto si è incaponita la Picierno: “Con 80 euro – ha detto – una famiglia riesce a fare la spesa per due settimane”.

Come lo stolto del proverbio che, anziché guardare la luna, mira il dito che la indica, il dibattito si è sviluppato attorno alla pretesa veridicità di questa affermazione.

Ma il punto è un altro.

Non importa se, effettivamente, sia davvero possibile soddisfare i bisogni di una famiglia con una somma più o meno modesta. Le società libere hanno rinunciato da tempo all’idea di stabilire i bisogni dall’alto, demandando la questione all’individuo o al singolo nucleo familiare.

La questione è che la Picierno non può fare un’affermazione del genere e sperare di ottenere largo consenso.

Perché? Semplicemente perché la posizione della candidata alle europee, percepita dall’opinione pubblica, non è quella di una persona che si trova costretta a fare la spesa di due settimane, per una famiglia numerosa, con 80 euro. In gergo tecnico si direbbe che la candidata in questione non è un destinante credibile: si propone come garante di un universo valoriale che non conosce e, quindi, non rispetta.

Se intenzionale, quella della Picierno è schizofrenia tattica. Da un lato aspira davvero a un ruolo che richiederebbe attenzione e sensibilità nei confronti delle persone comuni, ma dall’altro spera di ottenerlo dimostrandosi poco ricettiva verso la sensibilità di una fetta rilevante del suo elettorato.

Se la stessa frase fosse stata pronunciata da un operaio con quattro figli avrebbe suscitato ammirazione e simpatia. Per l’operaio, naturalmente. E, magari, anche per Renzi.

Pietro Morgagni

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