La storia che il Muro di Berlino ha ancora da narrare

Metamorfosi di un’icona della Guerra Fredda, attraverso i resti del Muro, Berlino racconta le sue strade, le sue facce, la sua storia. Racconta la trasformazione di un simbolo di disgregazione in veicolo di significati diversi, cambiamenti e nuove prospettive culturali. Diventa filo conduttore di una città dai mille volti e in continuo cambiamento.

Berlino, una città nuova, una Non-Europa o forse una nuova europa: non regala luoghi senza tempo come il Colosseo, o romantici come il Castello di Praga. Berlino parla di altro, parla del futuro tenendo il suo passato sempre in vista, riscrivendolo attraverso l’arte e il colore e rendendolo parte costante del suo presente.

Ogni luogo pare porti con sé, attraverso i secoli, la storia che ha vissuto, diventando quello a cui ha fatto da sfondo: è forse per questo allora che Berlino non si ferma, non è statica, non ha nulla di secolare, è una capitale in continua evoluzione, pronta a portarsi dietro mille cicatrici e tante identità.

Il Muro di Berlino, caduto ormai 25 anni fa, è doverosamente presente nel tessuto urbano della città e diventa filo conduttore che si rincorre e che ritorna allo stesso modo in punti estremamente diversi, creando omogeneità anche laddove non ce n’è.

Berlino racconta molte storie, molte facce.

Der Mauer è la cornice costante di scenari diversi: fa da sfondo alle strutture architettoniche futuristiche lungo il fiume Sprea, nella degradata periferia Est, ma anche agli imponenti lavori in corso per la nuova metropolitana che taglierà l’isola dei musei (Museuminsel), e attraversa i memoriali e il centro gremito di turisti.

Ecco allora che i pezzi di Muro rimasti in città, su tutto il suo vecchio percorso di segregazione, raccontano la storia del centro pulsante della Guerra Fredda: sono la costante di un paesaggio che muta, abbandonando un passato buio e accompagnando la città nel suo futuro.

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In alcuni luoghi rappresenta la rinascita, colori caldi  e felici, immagini solari e sensuali, in altri continua a essere veicolo di messaggi scritti, in altri ancora rimane un pezzo di cemento diroccato, rappresentazione di un filo spinato ormai innocuo.

In ogni contesto il Muro, simbolo di divisione di ieri, si trasforma in strumento di comunicazione e condivisione di oggi, perfettamente inserito nel paesaggio urbanistico e nel contesto culturale e artistico di Berlino.

Una struttura imponente che anziché dividere, unisce.

Marianna Brogi

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