L’ISIS al Gay Pride: un problema di interpretazione

La rete all-news americana CNN ha riportato l’avvistamento di una bandiera “islamica” al Gay Pride di Londra, confondendo le lettere arabe con le silhouette di sex toys. Come è stato possibile cadere in un errore così clamoroso?

Un weekend importante per il mondo LGBT. In tantissimi Paesi si è festeggiata la notizia della legalizzazione dei matrimoni omosessuali in tutti gli Stati Uniti d’America, arrivata proprio il giorno prima delle sfilate del Gay Pride. Come è noto, queste manifestazioni sono coloratissime e goliardiche. A Londra, però, è successo qualcosa che ha lasciato senza parole i giornalisti della CNN: fra la marea arcobaleno è stata avvistata una bandiera nera con dei simboli bianchi, sventolata da uno strano signore vestito degli stessi colori.

ISIS gay pride

La figura è sicuramente familiare: sembra una di quelle bandiere jihadiste che compaiono nei video delle milizie dello Stato Islamico. Dagli studi televisivi la CNN prepara il collegamento con Londra e interpella un esperto di sicurezza nazionale. Come è possibile che organizzatori, polizia e intelligence non abbiano fermato quell’uomo? Come è possibile che si sia fatto finta di niente?

La rete nordamericana forse ha corso un po’ troppo: su Twitter gli utenti fanno notare che i simboli sulla bandiera non sono lettere della lingua araba. Se si fa caso alle “scritte”, infatti, si possono distinguere le silhouette di anelli, butt plug e vibratori. Insomma, sono sex toys. La diretta ormai è stata fatta e la rete di news non può fare altro che cancellare il servizio dal proprio sito internet e chiudersi nel “no-comment”.

Questa vicenda è un ottimo esempio di cosa significa essere legati ai propri abiti interpretativi (dal latino habitus, da cui “abitudine”). In breve, ciò che per noi è di difficile interpretazione, perché sconosciuto o inaspettato, viene fatto rientrare nelle maglie di una griglia interpretativa a noi già nota, determinata dalla cultura e dalle credenze personali.

Sebbene la corrispondente rimanga in dubbio sulla natura dei segni presenti sulla bandiera, non pensa nemmeno un attimo di trovarsi davanti a una parodia. Probabilmente la giornalista è stata condizionata da altre informazioni, come il sapere che il giorno prima tre sanguinosi attentati erano stati rivendicati dall’Isis, di cui uno aveva colpito molti turisti britannici. Tuttavia, il fatto che l’errore sia stato condiviso dall’intera redazione del canale è la prova che l’interpretazione è un processo che coinvolge conoscenze e convenzioni comuni, e non solo quelle che appartengono a un singolo individuo.

D’altra parte, sarebbe ancora più sorprendente pensare che la CNN abbia dato una notizia falsa solo per fare “rumore” o scandalizzare il pubblico, col risultato inevitabile di mettersi in ridicolo.

Fra terrorismo, vibratori e social network, la vita del giornalista al giorno d’oggi è più difficile che mai.

Gianluca Nicoletta

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...